Sabra e Chatila nel 1982, Jenin nell’aprile del 2002, adesso Gaza. Le prime due stragi con la regia di Sharon. Lungo tutti questi anni: muri, deportazioni, maltrattamenti, omicidi, umiliazioni, saccheggiamenti di villaggi profughi, distruzioni di ospedali, di scuole, di infrastrutture…
Nel nome di queste città sono state perpetrate stragi d’ogni specie. La verità sul massacro di Jenin è stata impedita con ogni mezzo. La commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite non è stata fatta entrare nei territori oggetto del massacro, nel silenzio complice delle “democrazie” occidentali.
Scritto da Fulvio Vassallo Paleologo – Università di Palermo
domenica 04 gennaio 2009
Da anni, ma soprattutto dopo l’11
settembre 2001, i principali paesi occidentali hanno praticato due
guerre permanenti , una interna, rivolta ai migranti che cercavano in
America o Europa una speranza di vita dopo essere stati costretti a
lasciare il loro paese dalla fame o dalle guerre, e un'altra, esterna,
contro quei popoli che rivendicavano il loro diritto ad esistere, o che
combattevano contro governi corrotti asserviti agli interessi economici
dei paesi più ricchi e delle multinazionali. Con la complicità dei
media dominanti, l’opinione pubblica è stata ammaestrata alla paura del
diverso ed al cinismo, in una spirale che ha avvantaggiato i partiti
della guerra, le destre, e reso normale l’orrore quotidiano delle
stragi di migranti e dei genocidi in corso in diverse parti del
pianeta, dalla Palestina allo Sri Lanka, dal Sudan al Centro
Africa..
Un anno con Kom-pa.
Innanzi tutto un anno.
Ripercorriamo alcune date. Una semplice cronologia dalla quale emergono connessioni imprevedibili e libere associazioni.
Un po’ per rinfrescarci la memoria e un po’ per dare uno sguardo complessivo.
Ad ogni modo, meglio non fare bilanci…
15 dicembre 2007 – Kom-pa è on-line. Iniziano le pubblicazioni...
Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 1999 sette migranti morirono nel rogo del CPT di Trapani.
Per continuare a ricordare e ribadire la meschinità e la violenza dei sistemi securitari che assediano le nostre libertà,quest'anno abbiamo deciso di pubblicare un estratto de "il sogno e l'illusione": un reportage di Enrico Montalbano in cui un
rifugiato congolese racconta il suo viaggio attraverso il deserto, gli abusi delle polizia libica, la speranza ed il dolore
di un uomo che vuole semplicemente essere libero.
La versione integrale del video la trovate in questi siti:
I contorni della vicenda che vede protagonista, suo malgrado, Pietro Milazzo appaiono sempre più chiari: il dispositivo con cui il Questore di Palermo rigetta il ricorso di
Pietro conferma tutte le "congetture" da noi proposte in questi mesi.
Abbiamo deciso di riunire in un unico post tutti gli elementi fin qui
raccolti, realizzando un dossier attraverso il quale ricostruiamo
cronologicamente la vicenda, pubblicando - per la prima volta - i testi
integrali dei due atti notificati dalla Questura.
Alla ricostruzione dei fatti, aggiungiamo anche due appendici:
la prima raccoglie commenti o
articoli relativi alla vicenda e al suo rapporto con il clima che ha
invaso le nostre città;
la seconda appendice raccoglie quattro
differenti post che ben delineano, a nostro avviso, il contesto da cui
muove questa campagna di repressione.
Inchieste, reportages, interviste, testimonianze, vignette, rubriche, provocazioni memorabili. E tanti, tantissimi fumetti. Il tutto scandito dalle linee spesse di una grafica inconfondibile, che diventa essa stessa discorso. Tutto ciò, e moltissimo altro ancora, è stato Frigidaire per generazioni di lettori. Un libro del suo direttore (Vincenzo Sparagna - ‘Frigidaire’ - 285 pagg. illustrate, euro 29,50), uscito da Rizzoli ad agosto di quest’anno, ne ripercorre amorevolmente la storia.
L’atto con il quale il questore di Palermo rigetta il ricorso di Pietro Milazzo per la revoca dell”’avviso orale” a suo carico è paradossale e inquietante. Infatti è paradossale ed inquietante il modo in cui il questore giustifica tale provvedimento appellandosi a tre denuncie e a cinque segnalazioni di polizia, che riguarderebbero Pietro Milazzo per le attività di protesta sociale e di difesa dei diritti dei ceti più poveri della nostra città poste in essere nel tempo.
Ma mio padre è un ragazzo tranquillo
la mattina legge molti giornali
è convinto di avere delle idee
e suo figlio è una nave pirata.
E anche adesso è rimasta una scritta nera
sopra il muro davanti casa mia
dice che il movimento vincerà
il gran capo ha la faccia serena
la cravatta intonata alla camicia. Fabrizio De Andrè, Le storie di ieri, Volume 8
Una boccata d’ossigeno. Il movimento di maestre e maestri, insegnanti e studenti, genitori e ricercatori, docenti universitari e dottorandi, personale tecnico-amministrativo e collaboratori scolastici, precari della formazione e del general intellect, che in queste ultime settimane ha attraversato in lungo e largo il nostro paese è davvero una cosa preziosa e importantissima. E senza dubbio, a dispetto del fatto che in questi ultimi giorni sembra segnare il passo, è destinato, nonostante il governo non voglia manifestare segnali di ravvedimento, a prolungarsi nel tempo.
Il prossimo mercoledì 3 dicembre riparte la stagione di CineZetaLab - l'appuntamento settimanale curato dal "gruppo cinema" del Laboratorio Zeta. La stagione di quest'anno si apre con l'omaggio a John Cassavetes - esponente di spicco del cinema indipendente americano e della scuola newyorchese. Per quest'occasione, il nostro Enzo Macaluso - estimatore dell'opera di Cassavetes - ha redatto il post che pubblichiamo di seguito.
Il programma completo della rassegna lo trovate qui
Si aggiunge un clima natalizio alla nostra agonia...
Sempre più pericoloso, volendo mantenere i nervi saldi, approcciarsi all’informazione proposta dai mezzi di propaganda di massa.
Si rinvigorisce un’opposizione ombra sul pettegolezzo da shampista (con tutto il dovuto rispetto per un mestiere che imbelletta la medio-alta popolazione criminale) alimentato dai comportamenti buffoneschi di un tappo in poltrona.
A Palermo, pochi giorni fa, nel corso di una protesta del Comitato di lotta per la casa, una protesta assolutamente pacifica e nei limiti della legalità, mentre si svolgeva un attraversamento sulle strisce pedonali di fronte alla Prefettura, un uomo, peraltro invalido, veniva prima colpito da un automobilista che nessuno si è degnato di identificare, e poi strattonato e condotto da un poliziotto dentro il posto di guardia situato all’ingresso, dove veniva trattenuto per alcuni minuti e sbattuto con violenza contro un muro.