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Il Mediterraneo antirazzista PDF Stampa E-mail
Scritto da KOM-PA   
mercoled 04 giugno 2008

 ImageDal 19 al 22 Giugno si svolgerà al Velodromo di Palermo la prima edizione di Mediterraneo Antirazzista: un torneo di calcio, ma anche e soprattutto un occasione di incontro tra persone di tutti i quartieri e di tutte le comunità di Palermo, all’insegna della lotta al razzismo.
Kom-pa sarà presente durante tutte le giornate e dedicherà all’iniziativa uno speciale con foto, dirette audio e report aggiornati in tempo reale.
Qualche giorno fa abbiamo incontrato alcuni degli organizzatori e ne è venuta fuori questa conversazione

 

 

Kom-Pa: Di che si tratta?

MediterraneoAntirazzista: E’ un torneo di calcetto pensato, ragionato e realizzato partendo da un’idea semplice: coinvolgere squadre provenienti da diversi quartieri di Palermo, composte sia da palermitani “d’origine” che “di adozione” - quindi anche le comunità di migranti presenti a Palermo e non solo - sia del Centro Storico che dei quartieri periferici dove gli abitanti storici sono stati deportati negli ultimi 30 anni, come ad esempio Falsomiele, ZEN, Sperone.

KP: La sede di “Mediterraneo Antirazzista” sarà il Velodromo dello Z.E.N. E’ una scelta casuale o fa parte del ragionamento cui facevi riferimento?

MA: Il Velodromo “Paolo Borsellino” è una struttura stupenda che non è stata mai utilizzata dagli abitanti del quartiere. E’ stato scelto strategicamente per rivendicare l’utilizzo degli spazi pubblici da parte di chi ci vive. Tieni presente che allo Z.E.N. c’è solo un’unica struttura sportiva pubblica, tra l’altro messa malissimo, per 5mila ragazzi.

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KP: La finalissima di “Mediterraneo Antirazzista” si giocherà nella “non piazza” dello Z.E.N.2 … un altro di quei luoghi che esistono e non esistono, un luogo che sembra non appartenere a nessuno…

MA: Lo Z.E.N. è l’esempio lampante di come si vive in città. Cito un esempio: qualche giorno fa hanno tolto l’acqua a 300 famiglie che secondo l’AMAP sono abusive e continuano a pagare il pizzo ai “capuzzielli” del quartiere. Invece di andare alla base del problema si preferisce prendersela sempre con gli abitanti… Allo ZEN non c’è una piazza, non c’è un luogo di ritrovo in cui si possa cominciare a ragionare su forme di “socialità altra”, qualcosa di diverso dalle bastonate, i coltelli, le sparatorie che sono la quotidinanità… L’assenza di una piazza allo ZEN è il segno dell’assenza di ogni normalità.

KP: Anche nel pensare il regolamento di “Mediterraneo Antirazzista” sono state fatte delle scelte peculiari rispetto ad un normale torneo di calcetto…

MA: Il torneo non è assolutamente agonistico. Ci sono una serie di regole che garantiranno una sorta di autogestione delle partite che dovranno avere una forma amichevole e non conflittuale. Una delle regole più belle è quella per cui il primo fallo cattivo viene sanzionato con un rigore, mentre al secondo fallo cattivo si perde la partita. Un’altra regola interessante è l’obbligo di saluto tra le due squadre sia all’inizio che alla fine della partita e la finale dei “grandi” sarà disputata ai rigori per evitare ogni eccesso di agonismo. Un altro esperimento importante è quello del “responsabile di campo” che sostituisce la figura dell’arbitro, proprio per auspicare l’autogestione della partita da parte delle squadre.

Image KP: Come nasce l’idea di “Mediterraneo Antirazzista”?

MA: L’idea è nata dalla partecipazione , nel giugno dello scorso anno, di un gruppo di ragazzi dello Z.E.N. ai Mondiali Antirazzisti che si svolgono da più di 10 anni in Emilia. I ragazzi hanno apprezzato fortemente le caratteristiche semplici e lineari che trasmetteva questa manifestazione: stare insieme tra gente di varia provenienza senza esasperare il lato agonistico. Da quella esperienza abbiamo deciso di organizzare pure noi una manifestazione analoga. La cosa importante è che l’organizzazione di “Mediterraneo Antirazzista” non è affidata ad una singola sigla ma è frutto dell’impegno di una ventina di realtà: associazioni che lavorano nei quartieri, realtà di base e collettivi stanno attivando un comune ragionamento sulla città, perché, in un periodo storico come questo, è fondamentale capire come attivare percorsi di “socializzazione altra”.

KP: Rispetto alla Rete di realtà coinvolte: questa cosa non nasce oggi; già l’anno scorso, con la prima edizione di C’era una volta Palermo si è avviato questo ragionamento sulla composizione di una rete. “Mediterraneo Antirazzista” è quindi la logica prosecuzione di quella esperienza?
MA: “Mediterraneo Antirazzista” è stato pensato e costruito sulla base delle stesse rivendicazioni di C’era una volta Palermo. L’anno scorso sono state realizzate una serie di iniziative in varie piazze della città che hanno attivato la collaborazione tra associazioni operanti in vari quartieri e realtà che provengono da percorsi di lotta e autogestione. Come dicevamo prima, si è creata un’assemblea aperta il cui obiettivo è quello di analizzare come sta cambiando la città e in che modo Palermo sta vivendo questa trasformazione radicale, caratterizzata, in primo luogo, dall’esclusione delle fasce sociali più deboli da ogni politica di intervento. C’era una volta Palermo ha rilanciato la riflessione sulla trasformazione delle periferie e sull’espulsione dal centro storico degli ultimi residenti storici.

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KP: Come sta rispondendo la città, cioè la gente, a queste iniziative?
MA: Facciamo un esempio concreto: è bastato che uno dei partecipanti all’assemblea di “Mediterraneo Antirazzista” facesse un giro allo Sperone, senza che in passato si sia attivato alcun processo di rivendicazione sociale nel quartiere, e in una settimana si sono raccolte una trentina di adesioni a questa manifestazione. La risposta è molto buono soprattutto da chi proviene da percorsi di vita che non hanno permesso di conoscere altro all’infuori di ciò che viene propinato quotidianamente; non si tratta, quindi, di frequentatori o attivisti dei centri sociali o del volontariato, ma di gente che vive nei quartieri, gente di tutti i tipi e di tutte le provenienze: italiani, marocchini, brasiliani, ecuadoriani, peruviani, rom, ecc. Visto questo interesse si è pensato quindi di organizzare a ridosso della manifestazione ufficiale una serie di “amichevoli” e iniziative in diversi luoghi della città (per l’elenco aggiornato degli appuntamenti, potete consultare il calendario di kom-pa - NdR).

KP: Già nel nome, si rimarca la necessità di sottolineare, oggi, il valore dell’antirazzismo…
MA: Di giorno in giorno stiamo vedendo come sia in atto un attacco al “diverso”: un attacco che ha avuto l’apice nell’elezione di questo governo così come dei sottogoverni locali. Oggi, vorremmo fosse anacronistico parlare di “antirazzismo”, ma assistiamo ad accoltellamenti, ad omicidi – vedi il caso di Verona - a pestaggi, a campi rom dati alle fiamme… senza che invece si evidenzino dati importanti come, ad esempio, che a Palermo la dispersione scolastica dei minori del campo Rom è del 10%, cioè inferiore alla percentuale dello ZEN… Ci sono poi tutte quelle situazioni di razzismo che viviamo quotidianamente sulla nostra pelle: i contratti di lavoro che ci vengono “proposti”. Ed ancora la condizione per cui i ragazzi dello ZEN preferiscono dire di essere originari di Pallavicino per nascondere la loro provenienza… Fortunatamente assistiamo anche all’inizio di una fase di consapevolezza che passa anche attraverso la rivendicazione della propria identità di quartiere.

Info,regolamento e iscrizioni: http://www.mediterraneoantirazzista.org/

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toto - Spot MediterraneoAntirazzista   | Publisher | 2008-06-06 13:18:51
A questo link lo spot video dei MediterraneoAntirazz
ista:
http://it.youtube.com/watch?v=fgyXVmO5QQY
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