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| 08/09/10 Manifestazione cittadina contro la "Scuola della Miseria" |
| Il Mediterraneo antirazzista |
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| Scritto da KOM-PA | |||||||||||||||
| mercoled 04 giugno 2008 | |||||||||||||||
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Kom-Pa: Di che si tratta? MediterraneoAntirazzista: E’ un torneo di calcetto pensato, ragionato e realizzato partendo da un’idea semplice: coinvolgere squadre provenienti da diversi quartieri di Palermo, composte sia da palermitani “d’origine” che “di adozione” - quindi anche le comunità di migranti presenti a Palermo e non solo - sia del Centro Storico che dei quartieri periferici dove gli abitanti storici sono stati deportati negli ultimi 30 anni, come ad esempio Falsomiele, ZEN, Sperone. KP: La sede di “Mediterraneo Antirazzista” sarà il Velodromo dello Z.E.N. E’ una scelta casuale o fa parte del ragionamento cui facevi riferimento? MA: Il Velodromo “Paolo Borsellino” è una struttura stupenda che non è stata mai utilizzata dagli abitanti del quartiere. E’ stato scelto strategicamente per rivendicare l’utilizzo degli spazi pubblici da parte di chi ci vive. Tieni presente che allo Z.E.N. c’è solo un’unica struttura sportiva pubblica, tra l’altro messa malissimo, per 5mila ragazzi.
KP: La finalissima di “Mediterraneo Antirazzista” si giocherà nella “non piazza” dello Z.E.N.2 … un altro di quei luoghi che esistono e non esistono, un luogo che sembra non appartenere a nessuno…
MA: Lo Z.E.N. è l’esempio lampante di come si vive in città. Cito un esempio: qualche giorno fa hanno tolto l’acqua a 300 famiglie che secondo l’AMAP sono abusive e continuano a pagare il pizzo ai “capuzzielli” del quartiere. Invece di andare alla base del problema si preferisce prendersela sempre con gli abitanti… Allo ZEN non c’è una piazza, non c’è un luogo di ritrovo in cui si possa cominciare a ragionare su forme di “socialità altra”, qualcosa di diverso dalle bastonate, i coltelli, le sparatorie che sono la quotidinanità… L’assenza di una piazza allo ZEN è il segno dell’assenza di ogni normalità. MA: Il torneo non è assolutamente agonistico. Ci sono una serie di regole che garantiranno una sorta di autogestione delle partite che dovranno avere una forma amichevole e non conflittuale. Una delle regole più belle è quella per cui il primo fallo cattivo viene sanzionato con un rigore, mentre al secondo fallo cattivo si perde la partita. Un’altra regola interessante è l’obbligo di saluto tra le due squadre sia all’inizio che alla fine della partita e la finale dei “grandi” sarà disputata ai rigori per evitare ogni eccesso di agonismo. Un altro esperimento importante è quello del “responsabile di campo” che sostituisce la figura dell’arbitro, proprio per auspicare l’autogestione della partita da parte delle squadre.
MA: L’idea è nata dalla partecipazione , nel giugno dello scorso anno, di un gruppo di ragazzi dello Z.E.N. ai Mondiali Antirazzisti che si svolgono da più di 10 anni in Emilia. I ragazzi hanno apprezzato fortemente le caratteristiche semplici e lineari che trasmetteva questa manifestazione: stare insieme tra gente di varia provenienza senza esasperare il lato agonistico. Da quella esperienza abbiamo deciso di organizzare pure noi una manifestazione analoga. La cosa importante è che l’organizzazione di “Mediterraneo Antirazzista” non è affidata ad una singola sigla ma è frutto dell’impegno di una ventina di realtà: associazioni che lavorano nei quartieri, realtà di base e collettivi stanno attivando un comune ragionamento sulla città, perché, in un periodo storico come questo, è fondamentale capire come attivare percorsi di “socializzazione altra”.
KP: Come sta rispondendo la città, cioè la gente, a queste iniziative? Info,regolamento e iscrizioni: http://www.mediterraneoantirazzista.org/
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