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Solidarieta' e legalita' a Palermo PDF Stampa E-mail
Scritto da Fulvio Vassallo Paleologo   
marted 07 ottobre 2008

L’emergenza casa è al centro di queste questioni, perché è frutto della speculazione selvaggia che ha investito negli ultimi anni il centro storico, riguarda la gestione, ancora opaca, dei beni confiscati alla mafia, e si pone in prospettiva come un problema legato alla riqualificazione del litorale ed ai pesanti interventi di ridestinazione urbanistica degli assi trasversali.

La vertenza dei senza casa di Palermo costituisce l’aspetto più eclatante della condizione di abbandono e di cattiva amministrazione che la giunta comunale ed il sindaco impongono da anni alla città. Intere famiglie abbandonate per strada non solo testimoniano tante tragedie umane alle quali troppi rimangono ancora indifferenti, ma dovrebbero ferire anche la dignità di tutta la città, di tutti i cittadini. Una vergogna collettiva contro la quale bisogna mobilitarsi, per la quale è urgente chiedere ancora una volta un intervento dello Stato, e della Prefettura in particolare, per individuare soluzioni dignitose e praticabili che non scatenino l’ennesima guerra tra poveri. Nei mesi passati,dopo lunghe trattative, erano state individuate soluzioni concrete, come una struttura alloggio di accoglienza temporanea e la utilizzazione a fini sociali dei beni confiscati, ma il dialogo che si era avviato si è ormai interrotto ed è stato sostituito dalla minaccia di interventi di ordine pubblico, con un attacco “personale” da parte della Questura nei confronti di chi, come Pietro Milazzo, aveva rappresentato con maggiore vigore le ragioni dei senza casa.

Occorre che la prefettura ritorni ad essere un luogo neutrale di mediazione, senza schierarsi esclusivamente dalla parte di una istituzione comunale ormai screditata che con le sue scelte, ben nascoste sotto l’apparente immobilismo, produce una quotidiana illegalità.

Quanto avvenuto in questi anni a Palermo, nella gestione degli interventi abitativi, come nella (mala)attuazione della legge 285 in tema di solidarietà, nell’affrontare i problemi del lavoro e della precarietà, come in materia di accoglienza e di immigrazione,da ultimo nel settore scolastico e nella gestione dell’ambiente, conferma che dietro i ritardi e la colpevole assenza di intervento da parte del comune si cela una precisa volontà di gestire le domande sociali alimentando prima situazioni di emergenza, per dispiegare poi la macchina clientelare in modo da creare continue divisioni nel fronte di quanti rivendicano solidarietà e diritti. Una macchina clientelare alimentata con una gestione disinvolta delle spese fuori bilancio e con veri e propri artifici contabili. E quando fallisce la mediazione clientelare non rimane altro che praticare interventi di ordine pubblico, anche con il ricorso ai vigili urbani. Come previsto dai decreti sullo stato di emergenza permanente firmati da Maroni. Una emergenza democratica anche nella nostra città. Perchè nulla cambi.

Un modo di gestire Palermo che è capace solo di concedere piccoli e grandi privilegi, di alimentare il parassitismo, alla fine funzionale alla ripresa di una nuova mafia che sa infiltrarsi sempre meglio nelle grandi operazioni speculative che si profilano nel prossimo futuro. Ciascuno costretto alla sua piccola battaglia quotidiana per la sopravvivenza, mentre i manovratori nel Palazzo contrattano la svendita della città e del suo territorio. Con la copertura di chi dovrebbe garantire ordine pubblico e legalità.

Per tutte queste ragioni occorre che i cittadini di Palermo avvertano l’emergenza abitativa come un problema di tutti e non solo delle famiglie che sono rimaste senza un tetto. La questione dei senza casa va risolta con  il riutilizzo sociale del territorio, individuando soluzioni di accoglienza temporanea e creando opportunità di impiego nelle attività di assistenza.

La soluzione del problema non passa attraverso i manganelli di turno, ma richiede un coinvolgimento diretto di tutte le forze che in questa città vogliono coniugare solidarietà e dignità, a partire dalla individuazione di sedi imparziali di confronto per individuare soluzioni concrete. E per sollecitare i necessari controlli di legalità sull’operato della pubblica amministrazione, da troppo tempo abituata all’omertà ed all’impunità.

Fulvio Vassallo Paleologo  - Università di Palermo
Giovanni Abbagnato

MERCOLEDI' 15 OTTOBRE alle ore 16.00
ASSEMBLEA CITTADINA
AULA CONSILIARE - PALAZZO DELLE AQUILE

Commenti
NuovoCerca
andra bartolotta filippo cusum - solidariet a pietro milazzo   | | 2008-10-09 10:33:47
ti giunga, anche se in ritardo, la pi grande solidariet da Terrasini
Blocchi Precari Metropolitani - Liber@ di resistere   | | 2008-10-13 06:20:15
Il diritto all'abitare non pu essere affrontato come una questione di ordine pubblico.

solidariet a Pietro e tutt@ le/gli attivist@ impegnate/i nella difesa dei diritti

casa e reddito per tutt@

Blocchi Precari Metropolitani- Roma
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