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Un altro mondo poggia su un’altra economia PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Mori   
mercoledģ 01 aprile 2009

ImageL’attuale modello di sviluppo sta mostrando i suoi limiti. Originato dal positivismo e teso ad una crescita perenne, è supportato dai meccanismi economici incarnati dalle multinazionali. In connessione, meglio in osmosi, opera l’ingegneria finanziaria con i sui figli più pericolosi e ormai famosi, i prodotti “derivati”1, e veicolata dai grandi gruppi che hanno preso corpo in Europa a partire dagli anni ’90 (guarda caso nello stesso periodo dell’istituzione dell’FMI e altri organismi di governance internazionali – cfr. “Sobrietà”, F.Gesualdi, Feltrinelli, 2005).

La caratteristica che entrambe hanno in comune è la tensione verso la crescita parossistica in velocità e volumi che avrebbe dovuto originare un benessere diffuso, a cominciare dagli estrattori di risorse (tipicamente al di fuori del mondo occidentale) agli operatori del commercio ma… sappiamo che così non è: la classe dei lavoratori – se possiamo ancora usare questa categoria – ha peggiorato le sue condizioni in modo analogo all’ambiente, prima fonte di ricchezza collettiva2.

L’unica beneficiaria dei vantaggi dell’attuale paradigma economico è quell’oligarchia che ha imposto un nefasto modello culturale e materiale, basato sull’idea della crescita infinita e il dispositivo conforme, la globalizzazione, evidentemente inadeguato per il semplice fatto che la terra su cui viviamo è grande ma finita3, e gli esiti di un paio di secoli di produzione industriale lo dimostrano: sebbene tutto ciò non venga compreso dalla gran parte degli abitanti del mondo occidentale, almeno sinora (cfr. rapporto IPCC4).

Senza tornare di nuovo sulla funzione (mancata) della politica nell’orizzonte qui accennato, ci scappa la solita domanda: cosa possiamo fare ?

ImageUna cosa tanto semplice quanto impegnativa, ovvero sottrarci al dominio del conforme, una resilienza che guardi [anche] alla [nostra] Vita da altri vertici che escludono COMPETIVITA’, DISTANZA dai modi di produzione e dall’Altro, CRESCITA oltranzista ( più PIL per tutti ! ), per sostituirli con altri principi: SOLIDARIETA’ /COLLABORAZIONE e quindi RESPONSABILITA’ e PARTECIPAZIONE, infine SOBRIETA’ (già titolo del piccolo e illuminante saggio di F.Gesualdi, cfr. supra). Insomma, vecchie categorie che hanno permesso agli uomini di sopravvivere nei millenni facendosi interpreti, nel tempo, di un rapporto dialettico inter e infra-specifico e in genere con l’ambiente. I conflitti certo non sono mancati, ma la lezione da ricavare è abbastanza chiara e si traduce invariabilmente nella formula che dove non c’è dialogo si innestano i conflitti: il più pericoloso per la sopravvivenza della nostra specie, quello con l’ambiente.

Ma, praticamente, cosa possiamo fare ? Essere interpreti, agenti, di altre economie, ricordando che tutte si basano sulla semplicità dello scambio, e che si fondino sui tratti appena elencati, volte a riscoprire le relazioni e l’equità; che riducano al minimo i passaggi e permettano la conoscenza dell’Altro, delle sue necessità e desideri. Un’economia  che si sostanzi dei rapporti inter-personali e non abusi dell’ambiente, anzi, che parta proprio da lì. Quella che viene oggi menzionata come il mondo del consumo critico /equo e solidale. Tutto ciò in Italia si va configurando nei Distretti di Economia Solidale5 e poggia le sue basi su scambi essenziali che hanno come oggetto il cibo. Attraverso la riscoperta, anche culturale, di questo bisogno primario si costituiscono i Gruppi di Acquisto Solidale, con i loro meccanismi virtuosi da cui scaturiscono legami benefici fra coltivatori/ allevatori e comunità urbane.

ImageAnche in Sicilia si va formando una rete, in cui si aggregano tante piccole realtà già diffuse sul territorio, anche se magari poco conosciute. La parte principale, è ovvio, spetta all’agricoltura e al mondo contadino per naturale e antica vocazione; inoltre questo settore ben esemplifica il rapporto globale-locale, se solo pensiamo allo stesso ruolo e agli stessi problemi6 vissuti in molte parti del mondo, dove si sta sviluppando una presa di coscienza collettiva sempre maggiore, nel tentativo di resistere ai danni ambientali e economici originati dal sistema delle coltivazioni estensive delle multinazionali.

E sempre riguardo la nostra regione, non diciamo niente di originale se evidenziamo le possibilità offerte dal turismo e dalle energie alternative. Certo, non pensiamo agli alberghi a 5 stelle o ai residence chilometrici che divorano coste e bellezza, o magari alle centrali nucleari. Diversamente pensiamo ...anzi, pensiamo diversamente, punto.

E' in questa diversità o altra visione del mondo che invitiamo i lettori a mettere il naso, partendo da Siqillyàh ( www.siqillyah.it )


Prossimi appuntamenti (e dovuti riferimenti) :


§ 4 e 5 aprile a Giuliana (Pa), festa di primavera dei GAS siculi

http://www.siqillyah.it/[...]primavera.html


§ 17 maggio a Palermo, giornata di presentazione dello SBARCO dei GAS d'Italia in Sicilia http://www.siqillyah.it/[...]gas-in-sicilia[...]


§ nel periodo 13 giugno / 7 luglio in tutta la Sicilia lo SBARCO dei GAS d'Italia con manifestazioni in tutta la Sicilia   http://www.criticamente.it/Article4172.html

Per il calendario aggiornato, visita sempre il sito di Siqillyàh ( www.siqillyah.it )




Note:


1 Contratti finanziari il cui valore dipende dal valore di una o più attività economiche o, nuovamente, finanziarie sottostanti. Possono essere quotati sui mercati regolamentati e quindi standardizzati per scadenze, ammontare e termine di consegna, oppure configurati sulle specifiche esigenze del contraente, ed hanno spesso per oggetto attività e/o scadenze non disponibili nei mercati organizzati (c.d. Over the Counter). Si noti che l`esposizione delle banche italiane in derivati è pari a circa 4 volte il PIL; inoltre la complessità di questi strumenti finanziari, alcuni regolamentati e trattati fuori borsa, è tale che quasi mai il borsista di uno sportello bancario ha la professionalità   per capire fino in fondo il loro funzionamento. Pertanto, l'operatore non è in grado di offrire al consumatore le necessarie informazioni e una informativa adeguata.


2 Una delle varie intuizioni di Marx che, nella sua critica al "programma di Gotha" del Partito Operaio Tedesco scrisse, nel 1875, che "la natura è la fonte dei valori d'uso (e in questi consiste la ricchezza effettiva)".


3  In merito si vedano le principali pubblicazioni di S.Latouche e M.Pallante.


4 Intergovernmental Panel on Climate Change: cfr.
http://it.wikipedia.org/[...]Climate_Change.


5 http://www.utopie.it/[...]economia_solidale.htm.


6 Più precisamente, ci riferiamo alle normative e alla burocrazia, le quali divengono il braccio giuridico degli interessi delle multinazionali e strangolano le attività a conduzione familiare o comunque di carattere cooperativo, su piccola scala. A tal proposito si veda il manifesto della campagna mondiale per l'Agricoltura Contadina www.agricolturacontadina.org.

Commenti
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maria d'asaro - Sono d'accordo   | | 2009-04-05 13:58:34
Ben scritto. Ciao.

maria d'asaro (moglie di Jan)
Roberto   | | 2009-04-06 02:26:35
Bravo Max
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