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| Un altro mondo poggia su un’altra economia |
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| Scritto da Massimiliano Mori | |||||||||||||||||||||||||
| mercoledģ 01 aprile 2009 | |||||||||||||||||||||||||
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La caratteristica che entrambe hanno in comune è la tensione verso la crescita parossistica in velocità e volumi che avrebbe dovuto originare un benessere diffuso, a cominciare dagli estrattori di risorse (tipicamente al di fuori del mondo occidentale) agli operatori del commercio ma… sappiamo che così non è: la classe dei lavoratori – se possiamo ancora usare questa categoria – ha peggiorato le sue condizioni in modo analogo all’ambiente, prima fonte di ricchezza collettiva2. L’unica beneficiaria dei vantaggi dell’attuale paradigma economico è quell’oligarchia che ha imposto un nefasto modello culturale e materiale, basato sull’idea della crescita infinita e il dispositivo conforme, la globalizzazione, evidentemente inadeguato per il semplice fatto che la terra su cui viviamo è grande ma finita3, e gli esiti di un paio di secoli di produzione industriale lo dimostrano: sebbene tutto ciò non venga compreso dalla gran parte degli abitanti del mondo occidentale, almeno sinora (cfr. rapporto IPCC4). Senza tornare di nuovo sulla funzione (mancata) della politica nell’orizzonte qui accennato, ci scappa la solita domanda: cosa possiamo fare ?
Ma, praticamente, cosa possiamo fare ? Essere interpreti, agenti, di altre economie, ricordando che tutte si basano sulla semplicità dello scambio, e che si fondino sui tratti appena elencati, volte a riscoprire le relazioni e l’equità; che riducano al minimo i passaggi e permettano la conoscenza dell’Altro, delle sue necessità e desideri. Un’economia che si sostanzi dei rapporti inter-personali e non abusi dell’ambiente, anzi, che parta proprio da lì. Quella che viene oggi menzionata come il mondo del consumo critico /equo e solidale. Tutto ciò in Italia si va configurando nei Distretti di Economia Solidale5 e poggia le sue basi su scambi essenziali che hanno come oggetto il cibo. Attraverso la riscoperta, anche culturale, di questo bisogno primario si costituiscono i Gruppi di Acquisto Solidale, con i loro meccanismi virtuosi da cui scaturiscono legami benefici fra coltivatori/ allevatori e comunità urbane.
E sempre riguardo la nostra regione, non diciamo niente di originale se evidenziamo le possibilità offerte dal turismo e dalle energie alternative. Certo, non pensiamo agli alberghi a 5 stelle o ai residence chilometrici che divorano coste e bellezza, o magari alle centrali nucleari. Diversamente pensiamo ...anzi, pensiamo diversamente, punto. E' in questa diversità o altra visione del mondo che invitiamo i lettori a mettere il naso, partendo da Siqillyàh ( www.siqillyah.it )
http://www.siqillyah.it/[...]primavera.html
Per il calendario aggiornato, visita sempre il sito di Siqillyàh ( www.siqillyah.it ) Note:
4 Intergovernmental Panel on Climate Change: cfr. 5 http://www.utopie.it/[...]economia_solidale.htm. 6 Più precisamente, ci riferiamo alle normative e alla burocrazia, le quali divengono il braccio giuridico degli interessi delle multinazionali e strangolano le attività a conduzione familiare o comunque di carattere cooperativo, su piccola scala. A tal proposito si veda il manifesto della campagna mondiale per l'Agricoltura Contadina www.agricolturacontadina.org.
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