4 giorni, 2 sport, 8 campi, 4 categorie, 20 gironi, 150 squadre, più di 500 partite, più di 1500 gol, più di 1200 giocatori, 13 responsabili di campo, 8 dj, 7 speaker, una e una sola notaia (Vanessa è insostituibile) e quest'anno anche qualche fallo, perché una volta scesi in campo tutti hanno giocato per davvero, ma a fine partita il terzo tempo e le strette di mano non sono mancate mai...
In realtà quest'anno tutto era iniziato già da un mese: con i Centometri antirazzisti corsi dai ragazzi della scuola media di Cinisi ripercorrendo proprio quei cento passi di Peppino Impastato, e con il Mediterraneo Antirazzista on the Street che ha attraversato le piazze di Palermo dallo Zen allo Sperone per fare salire l'appetito in vista della grande abbuffata.
E finalmente ci si è rivisti al Velodromo.
Anche stavolta una festa continua: non fermarsi mai per 4 giorni, disponibilità costante, energia che contagia la pelle, passione trasmessa da poro a poro.
E fino alla fine sembra che tutto sia ancora all'aria, ma poi incredibilmente, a dieci minuti dal calcio d'inizio, ogni cosa torna al suo posto.
Sicuramente questa seconda edizione è stata più organizzata e meno improvvisata, ma ciò nonostante fino alla sera prima mancavano ancora porte, palloni e fischietti!
Si sono rincontrati quelli che avevano partecipato alla prima edizione (ed era un anno che si preparavano per migliorare la prestazione), chi se l'era persa e aveva giurato che non si sarebbe fatto scappare il prossimo appuntamento, e chi ha dato il suo primo calcio ad un pallone proprio in questa occasione capendo finalmente quale straordinaria magia può essere il calcio quando diventa un linguaggio universale.
Molte le conferme: la festa a Piazza Casa Professa, la Malamurga, i gironi adulti, esordienti, pulcini e femminile, il King...
Ma tante anche le novità: il basket, la radio, la capoeira, i fiati sprecati, gli All Reds, la Banda alle Ciance...
E tanti anche i vincitori: La finale adulti è stata il derby dello Zen vinta da Laboratorio Zen. La categoria femminile è stata vinta dai "maschiacci" dell'Everton, gli esordienti del San Filippo Neri ed i pulcini dalla Vucciria.
E poi due targhe speciali: quella di "Palermo antirazzista ringrazia..." data alla squadra dei pulcini dei Guzzetta Boys e la targa "Antirazzisti 2009" data al Laboratorio Zeta, come sostegno a due posti occupati attualmente sotto minaccia di sgombero, che quotidianamente lottano per ampliare la sfera dei diritti e che nei prossimi giorni si troveranno ad affrontare le loro (ed anche nostre) partite più importanti.
Ed ancora:
Squadra Permaflex: Banda alle ciance.
Squadra Simpatia Femminile: Cannolo Girls.
Squadra Simpatia Maschile: U Taggamu stu palluni.
Tutto ciò a dimostrazione che basta poco, anche un pretesto semplice come può essere il calcio, per dire che abbattere qualsiasi confine non solo è possibile, ma è anche facile e bello.
E pensare che c'è ancora chi pensa che "l'Italia non sia un paese a vocazione multietnica".
E' solo cecità ipocrita e colpevole, che serve a non vedere, a rendere invisibili, quelle migliaia di uomini e donne che l'Italia la fanno per davvero.
Si mettano il cuore in pace: il processo che porta alla contaminazione, al meticciato, ad una società sempre più ricca perché sempre più varia ed articolata, è già iniziato da un pezzo, è irreversibile, ed è bello che sia così.
La vera questione è semmai: quanti soprusi dovremo sopportare? Quanto in basso dovrà scendere la soglia dei diritti? Di quanti morti le nostre leggi dovranno ancora riempire il Mediterraneo? Per quanto ancora dovremo sopportare deportazioni, reclusioni e respingimenti in mare?
Già, perché mentre noi vivevamo il Mediterraneo antirazzista, fuori dal Velodromo si parlava di Europa. Un'Europa vuota, incapace di pensarsi se non a partire dai propri confini, dalla negazione di chi sta fuori de questi. Un'Europa sempre più triste e decadente, ed ora anche esplicitamente xenofoba e razzista, che non sapendo più dire nulla su sé stessa, si accanisce a negare l'"altro".
Il Mediterraneo Antirazzista è solo una lente d'ingrandimento. E' l'evidenziatore che ci fa vedere quello che è già visibile ogni giorno nelle nostre strade, nei quartieri, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Ci fa vedere che le nostre città cambiano sempre più velocemente e non c'è barriera o pregiudizio che non sia possibile superare, se solo si sceglie di essere innanzitutto mediterranei. Mediterranei ed antirazzisti.
Le foto
chi avesse altre foto delle squadre è invitato a mandarle a:
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